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Biancospino - proprietà, benefici, uso, rimedi naturali e controindicazioni. Scopri le proprietà del biancospino, i benefici per la salute, gli utilizzi, le controindicazioni e gli effetti collaterali.

Biancospino: proprietà, benefici, utilizzo e controindicazioni

Il biancospino è una pianta officinale molto utile nei casi di ipertensione arteriosa e grazie alle proprietà sedative può aiutare a combattere ansia, stress e agitazione. Scopriamo le proprietà del biancospino, i benefici per la salute, gli utilizzi e le eventuali controindicazioni.

Biancospino: cenni storici e caratteristiche generali

Numerose sono le tipologie di piante e di fiori che comunemente troviamo nei prati e lungo le strade del nostro territorio, ma il più delle volte non si conoscono i pregi ed i benefici che queste piante possono apportare alla cura del proprio corpo e della propria salute e tanto meno si ha la conoscenza delle loro antiche tradizioni storiche.

In questo particolare gruppo di piante dalle proprietà benefiche che molto spesso sono ignorate rientra il Biancospino, un arbusto appartenente alla famiglia delle Rosaceae il cui nome originario, oxyacantha, deriva dalle parole greche oxys, ossia “punta”, e akantha, ossia “spina”.

Il biancospino (Crataegus monogyna) è un arbusto spinoso e cespuglioso tipico delle zone temperate quali Europa, Asia e America e predilige come terreno di crescita il sottobosco fino ad una altitudine di 1500 metri e può raggiungere anche i 5 metri di altezza. Le sue caratteristiche botaniche comprendono la presenza di spine, fiori tipicamente bianchi che fioriscono tra aprile e maggio e dei frutti di colorazione rossa che ricordano le classiche bacche selvatiche.

La tradizione del biancospino utilizzato come pianta benefica è antica e si possono rintracciare testimonianze storiche già nell’antica Grecia, nella quale era utilizzato per adornare i templi e gli altari soprattutto durante le cerimonie nuziali. Al contrario i Romani dedicarono questa pianta alla dea Flora, ricollegabile al mese di maggio che coincide con la fioritura di questi arbusti, e simboleggiava la purezza e la castità. L’utilizzo del biancospino però non era conosciuto solamente ai greci e ai romani, ma anche i Celti la utilizzavano per i loro riti così come nel Medioevo veniva utilizzato per abbellire le piazze dei primi comuni e per richiamare sull’intero paese prosperità e fortuna. Inoltre in ambito religioso era solito associare le caratteristiche del biancospino alla tradizione cristiana poiché i fiori bianchi potevano rimandare facilmente all’Immacolata Concezione, i frutti di colore rosso alle gocce del sangue di Cristo e le spine alla corona di spine.

Nei seguenti paragrafi andremo a vedere nello specifico qual è la composizione organica e chimica e quali sono gli elementi che producono effetti benefici sul corpo umano, sia per quanto riguarda la cura dell’estetica sia per quanto riguarda la prevenzione e la cura di alcune patologie, e quali tipologie di preparati e composti è possibile creare utilizzando uno degli elementi botanici che costituiscono la pianta del biancospino.

Biancospino: composizione chimica e organica

Sebbene le caratteristiche utili per la salute dell’organismo umano siano asseribili a pochi elementi costituenti del biancospino, è utile analizzare nella sua completezza la composizione chimica e organica di questa pianta.

Nel dettaglio i fiori e le foglie del biancospino sono ricchi di flavonoidi, fra cui la rutina, la vitexina, l’iperoside, la vicemina, la quercetina e l’orientina, e di acidi fenolici che comprendono l’acido citrico, l’acido ossalico e palmitico, l’acido malico, l’acido stearico e ursolico, l’acido succinico e colorgenico, l’acido linoleico e caffeico.

Inoltre dalle analisi scientifiche risultano presenti anche oli essenziali, tannini, antociani, colina e tiramina.

Il biancospino è ricco di vitamine fra le più importanti per il fabbisogno del nostro organismo, in particolare di vitamine B1, B2, B3, B5, B6, B9, B12 e la vitamina C.

Nonostante la composizione chimica e organica di questa pianta sia ricca di elementi naturali, gli effetti curativi devono attribuirsi principalmente alla presenza di vitexina, quercetina ed iperoside. Vediamo in cosa si traducono tutti questi elementi naturali in benefici per il corpo umano e la salute del proprio organismo.

Biancospino: proprietà e benefici

Il biancospino può vantare una lunga tradizione all’interno della medicina naturale e delle cure per particolari patologie del corpo, grazie alle sue proprietà cardiotoniche, ovvero inotrope positive e batmotrope negative, quelle vasodilatatrici coronariche, antisclerotiche, sedative e ansiolitiche, antispasmodiche, antipertensive e ipolipemizzanti.

Nonostante le numerose proprietà benefiche che l’utilizzo del biancospino è in grado di apportare alla salute, essa è riconosciuta principalmente con il nome di “pianta del cuore”, grazie alla sua potente azione cardioprotettiva dovuta alla presenza dei flavonoidi che portano a una dilatazione dei vasi sanguigni e coronarici permettendo una riduzione della pressione arteriosa. Per questa sua proprietà è indicato nei casi in cui si soffrisse di ipertensione arteriosa.

Oltre alla sua attività di natura cardiovascolare, il biancospino rappresenta anche un ottimo regolarizzatore della pressione, grazie alle sue proprietà utili per la stabilizzazione sia della pressione alta sia di quella bassa.

Utilizzato come sedativo invece, apporta benefici non trascurabili al sistema nervoso centrale aiutando anche nel migliorare il sonno notturno.

Il biancospino è riconosciuto anche come un ottimo rimedio contro i radicali liberi, dovuto alle sue capacità ridurre nelle pareti dei basi sanguigni la presenza di depositi di colesterolo. Inoltre conserva proprietà antinfiammatorie utili per bocca e gengive se utilizzato come infuso o decotto per risciacqui o gargarismi, ed è indicato anche per prevenire il corpo dai rischi che potrebbe causare la menopausa.

Altri utilizzi comprendono l’aiuto nel diminuire i dolori dovuti a problemi dell’apparato digerente quali malesseri addominali e diarrea o per aumentare la produzione di urina grazie al sue effetto diuretico, ricollegabile alla presenza dell’iperoside nella sua composizione chimica.

Il biancospino può essere anche applicato sulla pelle come rimedio contro ulcere, piaghe e pruriti generici.

Modalità di assunzione del biancospino

Oltre ad essere un potente rimedio contro tutte le patologie e i malesseri sopra citati, il biancospino è anche un elemento naturale molto versatile che può essere assunto e consumato tramite diverse tipologie di utilizzo.

Tralasciando la più classica disponibilità di capsule o pastiglie agli estratti di biancospino che possono essere assunte per via orale solamente una volta al giorno, si possono preparare delle ottime tisane unendo 5 grammi circa di fiori e di bacche rosse da mettere in infusione per circa 10 minuti in mezzo litro di acqua bollente. La tisana è indicata specialmente per l’insonnia e per stati di stress e ansia significativi.

E’ disponibile inoltre la tintura madre sotto forma di gocce che nella maggior parte dei casi richiede una dose giornaliera di circa 20 gocce in acqua tiepida da assumere al massimo 3 volte al giorno. Se si utilizzano le gocce al biancospino è consigliabile proseguire la sua assunzione per un periodo che non superi i due mesi, sospendendola per un mese.

Biancospino: controindicazioni ed effetti collaterali

Se nella maggior parte dei casi anche un assunzione eccessiva del biancospino non ha fatto rilevare importanti o gravi effetti collaterali sulla salute e sull’organismo, è bene sapere quali potrebbero essere le controindicazioni specificatamente per eventuali reazioni con altri farmaci.

In particolare il biancospino potrebbe far insorgere alcuni malesseri come tachicardia, mal di testa, vertigini, flatulenza e palpitazioni, mentre è sconsigliato il suo utilizzo su donne in gravidanza o durante l’allattamento e nei bambini con un’età inferiore ai 12 anni.

Per quanto riguarda la sua reazione con alcuni farmaci, è sconsigliato utilizzarlo mentre si stanno assumendo antiaggreganti piastrinici perché potrebbe aumentare il rischio di sanguinamento; glicosidi cardioattivi perché potrebbe aumentarne eccessivamente l’effetto; antiaritmici e cisapride.

In generale non può essere assunto assieme a farmaci che regolano la pressione e con farmaci che agiscono sul cuore perché potrebbe annullare o potenziare l’effetto degli stessi farmaci. Nel caso di dubbi per possibili interazioni con altri farmaci è comunque consigliabile sentire sempre il parere del medico curante e di un erborista o fitoterapista per quanto riguarda dosi e assunzioni giornaliere.

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